L’alluvione del 1978 che colpì la Val Vigezzo

Un violentissimo temporale, carico di pioggia torrenziale, si abbattè in Ossola, in valle Vigezzo, e poco più tardi su tutto il Canton Ticino, la sera del 7 agosto 1978. In poche ore caddero circa 300 mm in tutta l’area (318 mm a Camedo, 223 mm a Domodossola); decisamente troppo nonostante la zona sia abituata a ricevere abbondanti piogge nel corso dell’anno.

Il bilancio parlò da solo: 17 persone persero la vita, travolte dalle onde di piena dei torrenti o travolte dagli smottamenti, e le infrastrutture subirono danni per un totale di 92 miliardi di vecchie lire.

Le stesse infrastrutture della Ferrovia Vigezzina furono pesantemente danneggiate.
Ma con una forza lavoro incredibile, dovuta non solo alla presenza degli operai e degli addetti, ma anche al concorso di volontari dai villaggi circostanti, Domodossola e Orcesco furono ricollegate in soli 4 giorni, e in piena sicurezza.

Ciò scongiurò il rischio di un isolamento della valle Vigezzo che sarebbe stato ancora più grave e duraturo, dal momento che la strada di collegamento con Masera aveva completamente ceduto (nei pressi di dove ora si trova la galleria di Masera si erano registrate, solo in quel punto, ben 7 vittime, travolte dalla frana).

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